I sacrifici di un papà (I nonni)

Un papà, ammettiamolo, è sempre sotto esame. Più di una neo mamma, sempre per il discorso dell’istinto primordiale di donna, che in qualche modo giustifica eventuali errori.

Il papà non ha scusanti. Lui è sempre in difetto.

Le critiche più furiose di solito sono quelle dei nonni. Spietati e superbi, affinati dall’esperienza, preoccupati perché coscienti di quel che ha bisogno un piccolo bebè, convinti che il neo papà non abbia idea di dove si sia andato a cacciare. -Sei al primo figlio- dicono. Dopo aver domandato: -ma quel giorno sapevi cosa stavi facendo?- E questo riesce a creare uno stato di sudditanza reverenziale. Il neo papà non può che pensare “azz forse è vero” e “no, non ne avevo proprio idea”. C’è il rischio di entrare in confusione, di sbattere la testa ripetutamente contro al muro. Non lo fate, reagite!

Nei primi giorni di vita di mio figlio me ne sono state dette di tutti i colori. Le frasi più gettonate sono state:

Statti zitto che sta dormendo, oppure variante: non lo baciare che si sveglia;
Non gli parlare in quel modo che lo innervosisci (gli parlo in siciliano);
Sdraialo sul fianco;
No, troppo sul fianco;
No, così gli viene la testa piatta;
No, mettilo a pancia in giù;
Non lo tenere a quel modo;
Tienigli la testa perché si stira il collo;
Non lo annacare così;
Nemmeno così;
Dallo a me che è meglio;
Vedi! Con te piange!
Ma come cambi il pannolino;
Meglio che per il bagnetto chiami me prima che lo anneghi!

Un giorno, addirittura, dopo aver sudato quattordici camicie per montare culla e fasciatoio, tutto solo, e aver perso cinque kg e tre ore di tempo, c’è chi è stato capace di dire: ma non è che ti sei dimenticato qualche vite e casca tutto addosso a mio nipote?

Come dicevo: reagite, neo papà di tutto il mondo!

Siete capaci di cose meravigliose, e i vostri bambini vi sorrideranno comunque, anche se avete dimenticato qualche vite o vi saranno scivolati nella vasca piena d’acqua, sapone, pipì e popò.

Quelle dei nonni sono piccole frecciate cariche di sana invidia e un pizzico di gelosia. C’è da assecondarli. Per loro, questi nipotini, sono il riscatto di tanti anni di (nostre) angherie e capricci. Basta immaginarli, immersi nei loro vent’anni, oppure trentenni, con due gemellini e un piccolo mostriciattolo, o con due marmocchietti e una bimbetta. Hanno avuto i loro pensieri. E hanno da recuperare quello che non hanno potuto fare con noi per le preoccupazioni che ci hanno tramandato.

Ok, sono giudici severi e imparziali, ma spensierati, sereni, felici. Possono dare tanto affetto e non permettete che i loro giudizi continui compromettano la loro presenza sul campo di battaglia.

Così,  un altro sacrificio che siamo costretti a sopportare noi papà,  è quello di sopportarli, i nonni. Stare zitti, portare pazienza, tanto la vita è tutto un ciclo.

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