Mese: gennaio 2014

Dentini e cibarie di casa

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Io e la mamma amiamo mangiare. Stasera ti scrivo ubriaco di Cheesecake. Un po’ per caso mentre tornavo a casa mi sono trovato davanti alla famosa pasticceria e mi son detto “ma si, compro una torta!”. Ultimamente non ci siamo passati molti capricci, e siccome ho da riconquistare il cuore della mamma (di questo scriverò), e abbiamo anche un evento da festeggiare, sono entrato e ho scelto due fette di Cheesecake, una alla nutella, e una classica. Due mattoni incredibili, sormontati da panna montata. Calorie su calorie. Ho l’esofago impastato di cioccolata e formaggio, una sensazione nauseabonda, ma anche inebriante. Credo tu sia troppo piccolo per capire, con le pappette che mangi, e quel poco di carne omogeneizzata e verdure. Avremo una grossa responsabilità, un giorno dovremo abituarti a mangiare sano. Niente merendine, niente cioccolata, niente pezzi di tavola calda, niente bibite gassate. Tanta frutta, tante verdure, tanta roba naturale. Boh, a volte guardo la mamma e sorrido. La moda del momento è far comparire sui social network articoli perbenisti in cui studiosi dal nome impronunciabile di università straniere lontane elencano marche di cibi dannose, contenenti grassi transgenici, nitriti di sodio…che? Cosa? M’immagino ciccioni mutanti vestiti da donna che affollano corridoi di supermercati e nitriscono una schiuma bianca sospetta. Un tizio col camice bianco e gli occhialoni, in una mano un tazzone di caffé (si ammazzano col caffé, e poi vengono a farci la ramanzina) e nell’altra una provetta, ne estrae un campione e lo assaggia, “è salato” urla. Una follia! Dico! Non darei mai da mangiare al mio bimbo una barretta di polistirolo ricoperta da petrolio e agenti chimici!

Tornando alla nostra serata, l’evento da festeggiare, prima che sembri voglia farlo passare in secondo piano, è che finalmente è spuntato un piccolo puntino bianco sulle tue gengive inferiori. E´apparso per mezza giornata poi s’è nascosto. Forse perché ti è gonfiato tutto, in zona. Così pare che almeno questo (il ritardo intendo, non il dentino) l’abbia preso da tuo padre. Come le orecchie, i piedi grandi e le sopracciglia lunghe. Si sa…sono i dettagli che fanno la differenza!

Oltre la cheesecake stasera abbiamo mangiato un altro dei nostri piatti preferiti. Quando dico alla gente che impazzisco per gli spaghetti di riso, le reazioni sono concordanti. Che schifo! Poi se specifico che li mangio con una dose massiccia di ortaggi, inzuppati nella salsa di soia, apriti cielo! Era la reazione che avevo anch’io prima di assaggiarli. Ho sempre detestato i ristoranti cinesi. La prima volta non avevo più di vent’anni. Ricordo che ordinai gli involtini primavera, emanavano un puzzo di fogna che il solo ricordo mi mette ansia. Poi dei ravioli grossi quanto due mafaldine, e anche da lì un puzzo di fogna. Volevo il gelato fritto, ma l’avevano terminato. Ordinai del sakè per dare un senso alla serata, ma anche quello esaurito. Per farsi perdonare mi portarono un bicchierino di liquore con dentro una prugna secca. Odio le prugne secche.
Sono tornato in un ristorante cinese con la mamma, parecchi anni dopo. Era una specie di self service, paghi venti euro e mangi quanto vuoi, a patto che mangi tutto quello che metti nel piatto. E´impossibile, che cazzo. Ci metto dentro delle palline che sembrano arancini invece c’è una specie di pastella giallognola e una cosa marroncina. Fanculo, davvero, che si fottano i cinesi e la merda che servono.

Gli spaghetti di riso però, fatti in casa, saltati con le verdure e la salsa di soia, no. Sono una storia a parte. Ogni tanto soffriggiamo anche del pollo, o della carne, e mischiamo tutto. Chi fa per se fa per tre. Questo dice padron Toni. Così va la vita. Provare per credere.

Ma l’insegnamento principale, stasera, è: mai fidarsi dei cinesi.

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Zanzare a Dicembre

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Questa foto mi ha colpito moltissimo. Ma di quale strana malattia sono affetti questi tipi? Mi piacerebbe prendere un caffé con loro, chiedergli: ehi ma perché quelle facce scure? Cioè…a parte te, proprio te, con le palle più piccole. Te ti capisco. Ma gli altri?!

Il 2013 è finito. E’ stato un anno molto complicato. Tra qualche tempo spero di sedermi con me stesso, offrirmi un caffé e guardarmi in faccia e chiedermi: ehi perché sei così incazzato? Infondo che sarà stato mai? E´nato nostro figlio, nel 2013. E´stato uno degli anni più belli della nostra vita. Ma chi se ne frega dai, del lavoro, del fatto che hai perso tutte le certezze. Ci siamo andati avanti no? E allora…

Il dicembre appena trascorso è stato leggermente sottotono. Inutile parlare dell’attività di famiglia, in crisi ormai da anni e in perenne calo verticale. Le vendite crollano mese dopo mese, e guardare i budget passati è solo rigirare il dito nella piaga. Ho fatto trent’anni e abbiamo festeggiato al meglio delle nostre possibilità. Poi due settimane di lavoro tirato, senza un momento di pausa. Gente che entra in negozio, a stento augura buon natale, e tira dritto. Babbo Natale per loro non esiste più. Io invece ho il compito di farlo rinascere. E´arduo. Non sarà facile. Ma voglio che ci creda, e non smetta mai di farlo. Quest’anno sei così piccolo che sarebbe inutile far vestire qualcuno e poi ci sono così pochi regali! Il 24 dicembre siamo a casa dei nonni, e siamo solo noi cinque. Gli zii non ci sono. Così ci sbafiamo due scacciate e siccome minacci sonno ti facciamo aprire il tuo pacco gigante: una macchina da formula uno, bianca, cavalcabile, e con un manico spettacolare per spingerla in posizione eretta. La mia schiena (che stai mettendo a dura prova) ringrazia. A mezzanotte dormiamo già, nel nostro lettone, al calduccio. Tu piangi, ogni tanto, nel cuore della notte. Chissà perché. Qualche fitta, o quelle maledette zanzare. Zanzare a dicembre, che storia! Il 25 invece siamo a pranzo dalla nonna. Ci sono gli altri zii, la cuginetta piccola e la cuginetta grande. Persino lo zio di Roma e i cugini burini. Tu sei una superstar. Sempre alla ricerca dell’attenzione. In questo mi somigli. Ci siamo trovati. Nel pomeriggio si torna dagli altri nonni e ci sono gli zii che mancavano alla vigilia. Qui li chiamerò barbarossa e barbanera. Ti danno il loro regalo ed…è il girello. Ha la forma di una macchina, con tanto di comandi (sterzo, clacson, cambio) sul davanti. Ne sei innamorato, e sei anche bravo ad andarci avanti e indietro (storia diversa per i cambi di direzione). Tra il Natale e il Capodanno c’è un vortice di confusione. Tu non solo ne sei fuori, ma sei anche la salvezza del tuo papà. Prendiamo una decisione che farà scalpore. Probabilmente non ci saranno molti botti il 31 dicembre, ma a gennaio…oh si, a gennaio…è previsto un unico grande luminosissimo fuoco d’artificio. Un boato che ricorderemo come probabilmente la scelta più sofferta della nostra vita lavorativa. La barca affonda, che senso ha buttare via l’acqua con quei secchi arrugginiti, pieni di buchi, che ci hanno lasciato tra le mani? Allora si rischia tutto. O si va a fondo, o si rimane a galla. A me sono sempre piaciute le sfide, ed è dieci anni che mi dico che nulla potrà abbattermi, perché io non sono una persona normale. Sembra sia ora di mettersi in gioco. E ci sei tu a farmi forza quindi…

Il capodanno siamo a casa dei nonni e con noi c’è la bisnonna pazzerella, e lo zio barbanera e fidanzata. Sembra essere una cena tranquilla. Tu ti addormenti per le dieci circa. Noi continuiamo a mangiare un sacco di cose. Queste vacanze me le trascino ancora sullo stomaco. Poi, proprio quando la noia prendeva il sopravvento, la bisnonna se ne esce con una discussione assurda sul fatto che un prete in televisione le parla. Impossibile! sbotta la nonna. Ma no, io gli dico che problemi ho e lui risponde. Bisnonna, quello parla in un certo modo perché sa che è seguito da persone che hanno i tuoi stessi problemi teologici, per questo sembra stia parlando con te, ma non è così. Ma ne sei sicura? Certo. Una volta ho mandato un bacio a Iva Zanicchi, e lei ha ricambiato. Bisnonna ascolta, la gente in televisione non può vederci. Non lo dire a tuo fratello però, a lui non sta bene questa cosa.

Il nonno dopo questa discussione s’addormenta nel divano. Arriva la mezzanotte tra i fumi dell’alcol, che sorseggio con lo zio barbanera. Per la prima volta mancano dieci secondi alla mezzanotte e io non ho l’accendino pronto sulla miccia. La mamma ti ha preso in braccio perché ti sei svegliato, e ti sta riaddormentando. Io le dò un bacio e scappo in strada. Finito, è finito! Accendo il pozzetto da 55 euro e partono 59 colpi. Bellissimi. Forse i più belli di sempre. Tu dormi, non li hai visti. Sei con la mamma. Non li ha visti nemmeno lei. La nonna è con le cagnette, cerca di prevenire eventuali infarti. Il nonno segue tutto dalla terrazza. La bisnonna è rimasta in casa, manda baci di nascosto a Carlo Conti.

Ben arrivato 2014.