Cibo

Menù per bimbi

E´ da molto che non aggiorno questo spazio. La sera arrivo così stanco che non riesco a far nulla. Una questione di abitudine forse. Il lavoro mi sta prosciugando, mi succhia via tutte le energie. Prima o poi migliorerà. Intanto ho raccolto un sacco di pensieri e cose che vorrei scrivere.

Per esempio…

Mi sono accorto che c’è un grande vuoto di informazioni riguardanti l’alimentazione dei bambini di un anno/due. Ci sono pochissime ricette e sembra che la gente si affidi a queste marche di omogeneizzati o pappine e quasi se ne lavi le mani. A pranzo una porzione di cibo precotto, la sera latte e biscotti e a nanna! Noi invece ci scervelliamo per capire cosa cucinare, farti variare quanto più spesso possibile gli alimenti. Capita quindi che la gente ti veda mangiare la pizza e dovresti vedere che facce! Ovviamente, e lo specifico per non sembrare quel padre scellerato che da in mano al proprio bimbo un panino del Mc Donald’s, mangiamo la pizza una volta ogni tanto, e per te faccio preparare la special, cioè una focaccia senza nulla. O a volte con della mozzarella e del pomodorino. O il bordo di un calzone mozzarella e prosciutto.

Stiamo cercando tra mille resistenze, di ridurre l’alimento che tu preferisci in assoluto. Il latte materno. Quindici mesi e non sentirli, eh? Ti attacchi quando hai bisogno di conforto, e spesso la notte verso le tre. Per il resto ammetto che è stato fatto tanto. La dipendenza resta.

Mangi cinque volte al giorno. Abbiamo seguito molto poco le specifiche del pediatra. Anche perché quelle schede preimpostate non è che diano molte indicazioni. Alimenti di stagione, uovo dopo i nove mesi, qualche pesce, la carne bianca, poi la carne rossa. Ok, ok. Abbiamo rispettato le tempistiche perché temevamo qualcosa potesse farti male. Cinque volte al giorno:

Colazione: mangi quello che mangiamo noi. Latte e biscotti, qualche cereale tostato, pane e marmellata, i pavesini. Non hai mai voluto bere il latte in polvere, nemmeno quello per la crescita. Così ti diamo il latte fresco intero. Ogni tanto una spolverata di orzo bimbo. La colazione non è di sicuro il pasto che preferisci.

Merenda a metà mattina/metà pomeriggio: prima mangiavi molta più frutta, per la merenda era l’ideale. Ora che possiamo darti gli yogurt è un po’ più semplice e sbrigativo. Banana a fettine e crema di latte. Fruttolo a volontà, soprattutto frutta mista. Il tuo preferito! Abbiamo provato a darti pure qualche merendina tipo fetta al latte, per i bimbi, e l’hai mangiata, ma è un casino tenerti buono, te la spappoli tra le mani. Più complicata e forse più adatta a quando sarai più grandetto. Ok, ok, non dovrei dirlo, ma ami i Kinder Pinguì.

Pranzo/Cena: questi sono i pasti più complicati in assoluto. Cerchiamo di variarli in continuazione. Mangi tanta pastina, ovviamente la tua preferita è la PFP: pastina, formaggino, parmigiano (che deve essere Grana Padano, il Reggiano proprio non lo sopporti). Poi c’è la 3P: pastina, pomodoro fresco, parmigiano. E la variante della domenica, cioè la 4P: pastina, pomodoro, parmigiano e polpettine (le polpettine sono fatte con mollica di pane, uova fresche delle galline della nonna, carne di vitello, parmigiano). Spesso e volentieri uniamo la pastina a degli omogeneizzati fatti in casa. Omogeneizziamo:

 

  • il pollo, cucinato a cottura lenta per una buona mezz’ora, con delle carote e le patate;
  • zucchine verdi, patate e pochissima cipolla;
  • legumi (soprattutto lenticchie), cucinati sempre con un po’ di patate e carote;
  • carne di vitello o di maiale (per lo scopo ottima la testa di filetto, non provateci invece con il filetto, noi abbiamo fuso l’omogenizzatore).

Spesso inseriamo le patate perché, anche se ne mettiamo una fettina, l’omogeneizzato viene più morbido e vellutato. In inverno usiamo molto anche la zucca. Di solito la pastina preferiamo dartela a pranzo, mentre a cena optiamo per una vellutata di verdure. Un’ottima alternativa alla classica patata bollita è il purè con un formaggino e una fettina di prosciutto magro. Sicuramente la mia ricetta preferita.

Per quel che riguarda bibite non ami quelle gasate, che inconsciamente ti abbiamo fatto assaggiare (Orange Soda, o aranciata, mai coca cola o simili). Non ami nemmeno i dolci, tranne qualche brioscina quando andiamo a fare la spesa, non mangi quasi mai dolciumi. Ogni tanto una leccata ad un gelato, gusto panna o fiordilatte (snobbi gli altri gusti).

Insomma è un casino, un lavoraccio che però sta dando i suoi frutti. Per adesso siamo molto soddisfatti. Mangi quasi tutto, e sei aperto ai nuovi gusti. Sei sempre lì che assaggi cose nuove e non ti tiri mai indietro davanti alla forchetta. C’è solo una cosa che proprio non ti piace, e in questo somigli molto a tuo padre. Il pesce. Un giorno lo apprezzerai, ne sono certo. Per adesso proprio non vuoi saperne! E non vedo l’ora di farti assaggiare la birra…ah si, quello sarà un gran giorno!

La festa del Primo Compleanno

Così è passato un anno. Ho un sacco di pensieri a riguardo e credo scriverò di più in un secondo momento. Intanto voglio parlarti dell’organizzazione della festa.

Per questa occasione così importante decidiamo di scartare il metodo low cost, vogliamo sia una bella festa, e abbiamo delle idee di come vorremmo tu la vedessi quando sarai più grande. Tutti, chi più chi meno, finiamo a guardare le foto del nostro primo compleanno. Ci si rende conto di come i tempi siano cambiati. Di come io sia diverso dai nonni, e il concetto di famiglia si sia trasformato in trent’anni. Tendiamo a valutare un po’ ridicolo il modo in cui sono vestiti gli zii, ad intenerirci dinanzi al sorrisi della mamma, che sembra sempre così piccola, e a ridere di altre cose, come guarda com’era la bottiglia della Coca Cola!

I nostri invitati sono pochi, non possiamo permetterci cento persone, solo i parenti strettissimi. Significa l’allegra fattoria, una parte della famiglia della mamma, le bisnonne (ce ne sono tre per la miseria!), due biszie e una zia acquisita. Siamo in venti circa. Qualcuno non è potuto venire, per il lavoro, ma è importante? Non saprei dirti in che termini. Lo deciderai tu quando sarai più grande. Per evitare spese inutili siamo rimasti in casa, così vedrai nelle foto com’era. Non abbiamo nemmeno un tavolo in salotto, solo una libreria, il divano e la tv. Ci siamo arrangiati con due tavolini da giardino. La mamma ha comprato tanti palloncini e il festone. Sembra tutto perfetto. Per il mangiare abbiamo deciso pezzi di rosticceria mignon. Quattro chili e mezzo. Sono bastati appena, ma meglio di quella volta che abbiamo festeggiato il compleanno della mamma e per lo stesso numero di persone abbiamo comprato due maxi pizze (sono rimasti tutti morti di fame). C’erano: pizzette, cartocciate, bombe fritte, arancini e cipolline. Fantastiche. Le abbiamo pagate 17 euro al kg in uno dei bar più importanti di Catania, e abbiamo fatto bene. Erano buonissime! Il tempo di andare in cucina a prendere due birre e s’erano ripuliti due vassoi! Il discorso torta invece è stato il più discusso. Volevamo qualcosa di particolarissimo, che ti stupisse anche tra quarant’anni. Questo genere di torte all’americana contrastano parecchio dallo stile classico siciliano. Vanno molto di moda, sono la novità in termini di pasticceria. E noi ci siamo rivolti al laboratorio più in voga del momento. L’abbiamo pagata 25 euro al kg. E’ su due piani azzurri, coperta da pasta di zucchero. Sulla base ci sta l’erba e i fiori, col tuo nome scritto in mezzo. Sul piano invece ci sono tre animaletti in pasta di zucchero. Elefante, leone, orsetto. All’interno ci stanno tre strati di pan di spagna al cioccolato separati da crema alla vaniglia chantilly. Il sapore, te l’assicuro, era una goduria. Tutto quello zucchero appiccicato sui denti, e il pan di spagna che si scoglieva in bocca con la chantilly che rinfrescava i sapori. A giorni di distanza ho ancora voglia di una forchettata. Non sarebbe mai stata troppa. Tu a stento sei arrivato a farele foto, poi sei crollato in un sonno profondo. Le candeline le abbiamo spente io e la mamma, con te in braccio che sembri un sacco di patate.

Infine le bomboniere ricordo. Sono dei topolini disney. Io non amo molto la disney, però sono carine e la mamma voleva farle per forza.

Per il regalo abbiamo scelto un bracciale in oro, con il tuo nome inciso e la data del compleanno, che possa rimanerti per sempre in ricordo di quanto ti amiamo.

Dentini e cibarie di casa

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Io e la mamma amiamo mangiare. Stasera ti scrivo ubriaco di Cheesecake. Un po’ per caso mentre tornavo a casa mi sono trovato davanti alla famosa pasticceria e mi son detto “ma si, compro una torta!”. Ultimamente non ci siamo passati molti capricci, e siccome ho da riconquistare il cuore della mamma (di questo scriverò), e abbiamo anche un evento da festeggiare, sono entrato e ho scelto due fette di Cheesecake, una alla nutella, e una classica. Due mattoni incredibili, sormontati da panna montata. Calorie su calorie. Ho l’esofago impastato di cioccolata e formaggio, una sensazione nauseabonda, ma anche inebriante. Credo tu sia troppo piccolo per capire, con le pappette che mangi, e quel poco di carne omogeneizzata e verdure. Avremo una grossa responsabilità, un giorno dovremo abituarti a mangiare sano. Niente merendine, niente cioccolata, niente pezzi di tavola calda, niente bibite gassate. Tanta frutta, tante verdure, tanta roba naturale. Boh, a volte guardo la mamma e sorrido. La moda del momento è far comparire sui social network articoli perbenisti in cui studiosi dal nome impronunciabile di università straniere lontane elencano marche di cibi dannose, contenenti grassi transgenici, nitriti di sodio…che? Cosa? M’immagino ciccioni mutanti vestiti da donna che affollano corridoi di supermercati e nitriscono una schiuma bianca sospetta. Un tizio col camice bianco e gli occhialoni, in una mano un tazzone di caffé (si ammazzano col caffé, e poi vengono a farci la ramanzina) e nell’altra una provetta, ne estrae un campione e lo assaggia, “è salato” urla. Una follia! Dico! Non darei mai da mangiare al mio bimbo una barretta di polistirolo ricoperta da petrolio e agenti chimici!

Tornando alla nostra serata, l’evento da festeggiare, prima che sembri voglia farlo passare in secondo piano, è che finalmente è spuntato un piccolo puntino bianco sulle tue gengive inferiori. E´apparso per mezza giornata poi s’è nascosto. Forse perché ti è gonfiato tutto, in zona. Così pare che almeno questo (il ritardo intendo, non il dentino) l’abbia preso da tuo padre. Come le orecchie, i piedi grandi e le sopracciglia lunghe. Si sa…sono i dettagli che fanno la differenza!

Oltre la cheesecake stasera abbiamo mangiato un altro dei nostri piatti preferiti. Quando dico alla gente che impazzisco per gli spaghetti di riso, le reazioni sono concordanti. Che schifo! Poi se specifico che li mangio con una dose massiccia di ortaggi, inzuppati nella salsa di soia, apriti cielo! Era la reazione che avevo anch’io prima di assaggiarli. Ho sempre detestato i ristoranti cinesi. La prima volta non avevo più di vent’anni. Ricordo che ordinai gli involtini primavera, emanavano un puzzo di fogna che il solo ricordo mi mette ansia. Poi dei ravioli grossi quanto due mafaldine, e anche da lì un puzzo di fogna. Volevo il gelato fritto, ma l’avevano terminato. Ordinai del sakè per dare un senso alla serata, ma anche quello esaurito. Per farsi perdonare mi portarono un bicchierino di liquore con dentro una prugna secca. Odio le prugne secche.
Sono tornato in un ristorante cinese con la mamma, parecchi anni dopo. Era una specie di self service, paghi venti euro e mangi quanto vuoi, a patto che mangi tutto quello che metti nel piatto. E´impossibile, che cazzo. Ci metto dentro delle palline che sembrano arancini invece c’è una specie di pastella giallognola e una cosa marroncina. Fanculo, davvero, che si fottano i cinesi e la merda che servono.

Gli spaghetti di riso però, fatti in casa, saltati con le verdure e la salsa di soia, no. Sono una storia a parte. Ogni tanto soffriggiamo anche del pollo, o della carne, e mischiamo tutto. Chi fa per se fa per tre. Questo dice padron Toni. Così va la vita. Provare per credere.

Ma l’insegnamento principale, stasera, è: mai fidarsi dei cinesi.